Quando e come concimare il prato?

La concimazione del prato è una prerogativa fondamentale per mantenerlo in ottimo stato. Infatti, assicurare il corretto sviluppo vegetativo del prato è necessario soprattutto nel periodo primaverile.

Ciò non significa che l’estate e l’inverno siano esenti da questa operazione, basti pensare che la vegetazione, in queste due stagioni, è caratterizzata da uno sviluppo più lento.

In questo articolo ti daremo alcuni consigli su questo argomento, indicandoti quando e come concimare il prato.

Quando concimare il prato?

Il nostro consiglio è di effettuare quattro cicli di concimazione ogni anno, considerando che ogni stagione dà vita ad esigenze sempre diverse per il tappeto erboso.

Per quanto riguarda la primavera è consigliabile adottare una concimazione azotata, così da assicurare una buona ripresa alla vegetazione.

In inverno, infatti, il prato scarseggia di azoto, quindi un buon trattamento primaverile prevede l’utilizzo di un prodotto a rilascio graduale di questa sostanza, solitamente tra 60 e 90 giorni.

Nel mese di maggio, prima del caldo, dovresti procedere ad una concimazione a base di potassio, così da migliorare la resistenza del prato, il quale dovrà affrontare lo stress dovuto dal caldo estivo. Per avere un risultato di qualità, ti consigliamo di preferire un concime professionale, con rilascio immediato di potassio e graduale di azoto, per 2 o 3 mesi. Il potassio è il principale aiuto contro gli effetti negativi dovuti dallo stress termico.

Per quanto riguarda l’autunno, nel mese di settembre, potresti adottare la medesima procedura della primavera, quindi servendoti di un concime prevalentemente azotato, con rilascio graduale. La calura estiva causerà una carenza di azoto nel terreno, che dovrà essere reintegrato.

Infine, sarà fondamentale adattare il terreno alle rigide temperature dell’inverno, effettuando una concimazione mista tra Ottobre e Novembre. Ciò significa che dovrai utilizzare un fertilizzante sia a base di potassio, che preparerà il prato al riposo vegetativo, che di azoto. Il potassio permetterà alle piante di sopportare al meglio i primi freddi della stagione.

Come concimare il prato

La concimazione del prato trova una valida sinergia nella lavorazione di arieggiatura che ne migliora l’assorbimento nel terreno.

Come accennato in precedenza, esistono sia concimi a rilascio immediato, che altri a rilascio graduale. Questi ultimi, grazie alla lenta cessione delle sostanze nutrienti al terreno ed alle radici del prato, consentono di aumentare i periodi che vanno da una concimazione ad un’altra. Per quanto riguarda quelli ad effetto immediato, le sostanze del concime verranno immediatamente assorbite dall’apparato radicale del manto erboso.

E’ fondamentale che il concime venga distribuito in maniera omogenea per tutto il prato, in ogni punto, sia se sparso a mano che in modo meccanizzato.

Una concimazione ‘ad arte’ prevede una distribuzione del fertilizzante intorno ai tre chilogrammi per cento metri quadri.

Nella stagione primaverile, ovvero quando la vegetazione si riprende dal riposo invernale, è fondamentale concimare il manto erboso con fertilizzanti a base di azoto e ferro, in modo da conferire al prato una colorazione intensa e vivida, capace di stupire grazie alla sua luminosità.

Quali prodotti utilizzare?

Sul mercato esistono dei prodotti chiamati biostimolanti per prato, che sentiamo di consigliarti, anche se non sono obbligatori. Grazie ad essi è possibile apportare diversi benefici al prato, migliorando l’efficacia della concimazione.

I biostimolanti vanno utilizzati durante la concimazione, integrandoli a quest’ultima. Parliamo di prodotti completamente naturali, sotto forma di liquido, che vengono venduti, molto spesso, insieme ai fertilizzanti stessi.

l vantaggi derivanti dall’integrazione di queste sostanze sono la regolazione del pH, un miglior assorbimento delle sostanze nutritive dei fertilizzanti, la stimolazione dei processi di fotosintesi, una maggiore resistenza ai colpi di calore e allo stress termico e, infine, un’attività vegetativa ottimale.

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